Resistenze | La Condizione Umana | Oltrepossiamo2 | Oltrepossiamo | Mastro Riciclo | Medioevo VIP | La Sagra di Brugaglia

Resistenze - Ieri come oggi, oggi come ieri

ideato e diretto da Marco Oliva
disegno luci Luca Liberatore
con Martino Iacchetti, Elena Martelli, Marco Oliva
con la collaborazione di UIKI onlus (Ufficio Informazione Kurdistan Italia) e Comitato Berta Vive Milano.Produzione Compagnia Teatrale Oltreunpo'
resistenze

“BERXWEDAN, RESISTENCIA, ROJU. RESISTENZE” parte dalle parole e dallo sguardo di Carla, una giovane partigiana realmente esistita, per interrogarsi su cosa vuol dire “resistere” oggi, su quali siano le forme di Resistenza in questa era globale. In questa contemporaneità, caratterizzata dalle menzogne e dall’odio razziale, dove si alimenta la paura e la si usa come potente mezzo per la raccolta di consensi. Molte questioni importanti, che riguardano il nostro tempo, qui e altrove, non ci arrivano nemmeno più a causa di un’informazione fallace che non rimanda la verità di ciò che accade ma solo l’evento di cronaca in sé.
Allora diventa necessario indagare da cosa nascano alcuni eventi, a partire dall’ondata migratoria che ha caratterizzato gli ultimi anni, dalle tragiche traversate via mare verso l’ Europa, alle migliaia di persone partite a piedi dagli Stati del Centro America, che hanno raggiunto il confine statunitense. “Partire” diventa un modo di resistere, quando è l’ultima possibilità di salvare la propria esistenza.
Si pensi all’Honduras, non a caso il paese da dove sono partiti gran parte dei migranti della carovana dei diecimila, dove si muore di ecologia, dove centinaia di attivisti sono stati uccisi mentre difendevano il loro territorio dalle attività di multinazionali incuranti dei danni provocati, con le estrazioni minerarie, all’ambiente ed alla popolazione. Qui vediamo comparire Berta Caceres, vincitrice del premio Goldman per l’ambiente nel 2008, mentre difende la sua terra e il fiume sacro del suo paese, prima di essere freddata a colpi d’arma da fuoco in circostanze mai chiarificate. Poi la Nigeria, dove le compagnie petrolifere continuano indisturbate ad esporre migliaia di donne, uomini e bambini alla contaminazione dei terreni, dell’aria e dell’acqua, senza dimenticare lo sfruttamento minorile in diverse parti del continente Africano nella raccolta del cacao e nell’estrazione dell’oro e del cobalto. Ed ancora resistenza storica, con le note di Chico Buarque, nel Brasile della dittatura militare, dove si è combattuto anche a ritmo di samba, quando le parole di una canzone come “Apesar de Voce” avevano eluso il controllo della censura militare, arrivando in tutte le piazze della rivolta.
 “BERXWEDAN, RESISTENCIA, ROJU. RESISTENZE” è un momento di condivisione attiva ed anche di confronto tra ieri ed oggi. E l’oggi sono, anche, le combattenti curde, il loro impegno nella Resistenza del Kurdistan contro l’Isis. Donne e uomini che hanno combattuto una guerra di liberazione per conto del mondo intero, dando la propria vita in un conflitto reso invisibile dalla diplomazia mondiale, e che hanno dovuto imparare a combattere per non estinguersi. Un popolo tradito, che ancora oggi, soccombe sotto le bombe dell’esercito turco.
L’oggi è la storia di Zehra Dogan, artista e giornalista curda, arrestata nel 2016 e condannata a scontare in carcere una pena di tre anni per aver dipinto e divulgato sui social media la distruzione della città di Nusaybin. La sua lotta ed il suo coraggio sono arrivati fino a New York, dove Banksy le ha dedicato uno splendido murale. Rappresentante, anche dal carcere, di un’arte che è occhio testimone della violenza troppo spesso offuscata.

Lo spettacolo si apre a diversi modi di esplorazione poetica, anche con la musica dal vivo e le videoproiezioni. Le parole dei personaggi e le note di Paolo Conte, Ivano Fossati e Chico Buarque, sono ciò che ora lievemente, ora con decisione e chiarezza, ci accompagna in questo viaggio.
La resistenza di Carla, personaggio che ritorna sul finale, diventa la capacità atemporale di resistere alle condizioni avverse e alle ingiustizie, nei luoghi in cui ci troviamo e nella condizione sociale con la quale cresciamo. Una resistenza, dunque, di ben più ampio respiro.

Nel 2018 Resistenze ha ottenuto il patrocinio di Amnesty International Italia con la seguente motivazione: "per il coinvolgente intreccio fra storie di tempi e luoghi diversi, che ci ricorda l'importanza della memoria da tributare ai difensori dei diritti umani, ovunque nel mondo".

Prossime date: 22 febbraio al COM Teatro a Corsico | 28 marzo a Voghera

La Condizione Umana 1 - art performing humans

Regia: Marco Oliva
Drammaturgia: Marco Oliva e Gaia Barbieri
Con: Marco Oliva, Bruna Serina de Almeida, Elena Martelli e Michela Marongiu
Voice Off: Enrico Epifani

condizione umana

La percezione della realtà non è mai innocente. La nostra mente non è uno specchio fedele del mondo. È come la tela di un quadro. Il quadro riproduce il paesaggio che possiamo vedere al di là di esso, lo riproduce così com'è, è un dipinto realista. Solo che il paesaggio ritratto è finto, è anch'esso un dipinto. Se vogliamo guardare oltre la tela, insomma, ci ritroviamo a guardare un'altra tela: la percezione della realtà è un dipinto realista di un dipinto realista.
Ultimamente, il mondo fuori di noi – vicino, molto vicino – rigetta le vecchie rappresentazioni, chiede di essere ridipinto. È talmente vicino che distorce la vista, è così vicino che se ne sente l'odore, che ogni sussurro arriva come un urlo.
La Compagnia Teatrale Oltreunpo' ha sentito l'urgenza di intraprendere un'indagine artistica sui fenomeni umani che reclamano nuove parole, nuovi simboli, nuove voci. Il lavoro è segnato da un tentativo di immediatezza, dallo sforzo di portare in scena frammenti di una storia che è ancora cronaca, eventi appena accaduti, a cui è necessario dare una forma, anche se ancora intuitiva, anche se provvisoria. L'importante è farlo adesso, non lasciare che gli eventi sfumino in un magma indistinto e distorto, l'importante è non lasciare che questa cronaca umana scompaia prima di portarci la sua testimonianza. Per quanto ardua possa essere.

La domanda è aperta come una possibilità: quale rapporto è pensabile, oggi, tra arte e verità, come può  riuscire l' arte a raccontare ciò che sta accadendo? Nel trascinare questa domanda in un terreno teatrale, in un atto performativo, si cercherà di fare posto anche all'elemento impossibile da riprodurre: la verità.
La Condizione Umana 1 è il primo capitolo di una risposta precaria, in divenire. L'allestimento coinvolge tutti gli attori della compagnia, compreso Marco Oliva, che ne curerà anche la regia. Attori/performers che recitano fingendo una verità, che creano una realtà che non esiste e agiscono una verità che sta accadendo, nel tentativo ostinato di ridipingere il nostro essere umani.

Prossime date: dal 18 al 21 gennaio 2018 al Teatro Delfino a Milano. Maggiori informazioni...

Oltrepossiamo 2 - Una comunità che partecipa

Regia: Marco Oliva
Con: Martino Iacchetti, Marco Oliva, Yenia Santo e Bruna Serina de Almeida

oltrepossiamo 2

"Oltrepossiamo 2 - Una comunità che partecipa" rappresenta la seconda tappa di un lavoro iniziato più di un anno fa in difesa dell'Oltrepò pavese e dal titolo "Oltrepossiamo - Tragicomica oltrepadana". Oltrepossiamo è uno spettacolo teatrale che ha portato nei teatri e nelle sale comunali (dall' Oltrepo' pavese alla provincia di Alessandria, da Bergamo a Milano) migliaia di persone. La questione centrale qui è la difesa di un territorio dalla minaccia dell'Inceneritore di pneumatici di Retorbido.

In questo nuovo lavoro, che ancora vuole continuare questa marcia per difendere i nostri diritti di cittadini e di abitanti di un luogo che abbiamo scelto, lo sguardo si apre a tutto il territorio e a tutte le questioni ambientali che coinvolgono la provincia di Pavia. Studiando e comprendendo i rischi delle biomasse, dello spargimento dei fanghi in agricoltura, delle discariche di amianto, degli inceneritori e altro ancora, abbiamo anche incontrato la bellezza di un fenomeno tutto umano, ovvero la continua nascita e il continuo rafforzarsi di associazioni e comitati di protesta.
Il nostro spettacolo parte proprio da questa domanda: per quale ragione continuano a nascere comitati in difesa dell'ambiente e della salute pubblica? E questa domanda inevitabilmente se ne porta con sé un'altra, che la precede: perché così tante opere ingiuste e dannose, per la salute dell'uomo e dell'ambiente, vengono continuamente realizzate?
Lo spettacolo fa emergere con chiarezza come vi sia una totale assenza di un'idea di sviluppo capace di contemplare nuove possibilità che non abbiano un impatto negativo sull’ambiente, sulla salute e che non danneggino l'uomo e la sua economia agricola.
A quella politica spregiudicata che supporta scelte industriali dannose, si contrappongono i comitati e le associazioni che trasformano la bruttura imposta nella bellezza di un incontro umano, nel ritrovarsi insieme, ognuno con il proprio sapere e con le proprie competenze, a servizio di una causa comune, e ognuno pronto ad imparare nuove abilità.

oltrepossiamo 2

Questo spettacolo vuole essere un viaggio nelle case, nei salotti della persone che diventano luoghi di associazione. E' un viaggio in quel territorio che una politica e un'industria senza scrupoli stanno devastando, trasformandolo in una sorta di grande discarica di inquinanti.
Le questioni ambientali sono tante e diverse ma lo spirito che accomuna i comitati è lo stesso: difendere il proprio territorio, proteggere la salute dei propri figli e salvaguardare l'economia e le proprie tradizioni.
Questo spettacolo vuole avvicinare le persone al lavoro dei comitati e delle associazioni, ricordando loro non solo l'importanza e la necessità, ma anche la bellezza di partecipare in prima persona. Sapere è un diritto ma informarsi ed informare è un dovere. Eppure non basta, è necessario agire. Ancora una volta abbiamo scelto di parlare alle persone con il teatro, per la forza e l'efficacia che ha di arrivare dritto ai cuori. Il teatro fa uscire di casa e apre le porte ad un confronto diretto, concreto. Ed è con questo mezzo che riusciamo a dire alla gente che è vero, a volte ci si muove solo quando un'aggressione è già in atto, ma tutto il percorso che insieme si fa per gestire una battaglia alza il livello di coscienza di una comunità e la rende più determinata, più forte. E' ad ogni cittadino che ci rivolgiamo, perché nessuno può considerarsi esonerato dal partecipare.

 

Oltrepossiamo - Tragicomica Oltrepadana

Regia: Marco Oliva
Con: Marco Oliva, Yenia Santo, Elena Martelli, Michela Marongiu, Martino Iacchetti e Gaia Barbieri

oltrepossiamo

Lo spettacolo teatrale "OLTREPOSSIAMO - TRAGICOMICA OLTREPADANA” nasce con l'intento di sostenere la lotta contro la realizzazione di un inceneritore a Retorbido, nell'Oltrepò Pavese. Con questo lavoro vogliamo dire No ad una bruttura, alla violazione di un territorio, all'inosservanza dei diritti di chi quel luogo lo abita, lo vive. Abbiamo scelto di dire No con il nostro mezzo, con il nostro linguaggio, il teatro appunto, che sempre sa essere efficace ed immediato. Abbiamo lavorato con la voglia e la necessità di cercare un canale esplicito, diretto, che ci desse la possibilità di dialogare senza tramiti con le persone e anche con la politica. Abbiamo indossato i nostri panni di cittadini. Abbiamo anche messo quelle lenti sfuocate di chi non sa guardare oltre i propri interessi e per questo non può e non sa rappresentarci. Abbiamo cercato al di fuori delle alternative possibili e ci siamo interrogati sull'importanza della partecipazione.
Lo spettacolo si apre ricalcando lo stile "spumeggiante" del varietà televisivo. Una carrellata di momenti si susseguono con un ritmo vivace e dinamico: un presidente della regione vestito da mago, un ospite che non ha il coraggio di entrare in sala perché teme la risaputa ferocia degli oltrepadani, un amministratore delegato di una piccola impresa dai tratti alquanto bizzarri ed eccentrici, una nanoparticella in stile "flash dance". Come ogni varietà che si rispetti non mancano giochi a premi, sponsor e musica dal vivo. L'apparente forma del varietà permane per tutto lo spettacolo ma le risate, che già dall'inizio sono amare, lasciano sempre più il posto a delle riflessioni e a delle domande alle quali si cerca di dare delle risposte concrete. Quanto possono essere dannose le conseguenze di un'opera che andrà a distruggere un territorio, il suo paesaggio e la sua agricoltura? Cosa succede alle persone quando non si riconoscono più nel luogo che hanno scelto? Cosa vuol dire che "la storia siamo noi"? Se apriamo lo sguardo oltre i nostri confini quali alternative possibili possiamo cogliere?

oltrepossiamo manifestazione

"Oltrepossiamo-tragicomica oltrepadana" è quindi un imprevedibile “varietà” che fa ridere, cantare, riflettere, arrabbiare, e che soprattutto interroga il nostro ruolo di cittadini e la nostra idea di “partecipare". In Italia sono tante le zone da difendere. Questo spettacolo vuole essere un accorato invito alle persone, e soprattutto alle giovani generazioni, a resistere, ad incontrarsi, conoscersi e riconoscersi, per pensare al nostro territorio e per scoprire che la nostra vera difesa contro la minaccia di ogni illecito politico è la partecipazione.  
Quando la sola condivisione non basta diventa necessario partecipare attivamente, per una legittima difesa del suolo, dell'aria, dell'acqua e dei diritti del cittadino.

 

Mastro Riciclo

Tipologia: Teatro per Bambini
Di e con: Elena Martelli e Michela Marongiu

mastro riciclo

Quando cala la notte in un piccolo paese di collina, un artigiano molto strano si aggira tra i bidoni dei rifiuti di tutte le case. Potrebbe essere un senza tetto in cerca di qualcosa da mangiare? Se fosse così, chiunque in paese non esiterebbe ad offrirgli una ricca cena. Ma lui si affanna a ravanare in ogni bidone per accaparrarsi solo oggetti inutili che andrebbero buttati. Gli abitanti in subbuglio non sanno più cosa pensare, credono che sia solo un pazzo, uno di cui diffidare, tutti tranne Ludovica. Una bimba che non vede l’ora di svelare qualche mistero e che da grande farà l’investigatrice. Sarà lei a scoprire che quest’artigiano, dal buffo nome Mastro Riciclo, di giorno vive chiuso nel suo piccolo laboratorio, mentre di notte, aggirandosi per le strade del paesino, rovista tra i rifiuti, portando con sé lattine, bottiglie di vetro, di plastica e altri rifiuti di diverso tipo.
Con l’aiuto del Mastro, Ludovica scoprirà un'arte di cui non conosceva neanche l'esistenza: l’arte del riciclo creativo!
Imparerà come creare un binocolo da dei rotoli di carta igienica finiti, un porta gioielli da una semplice confezione di uova e addirittura dei mobili nuovi fai da te.
Ma conoscerà anche la storia del Mastro, costretto a scappare dalla sua terra natia. Una terra vittima del progresso più spietato, nella quale venivano costruite fabbriche a non finire e persino un inceneritore. Una terra dove tutta l’agricoltura è stata distrutta dall’inquinamento e che il Mastro ha visto pian piano morire.
Ludovica, dopo aver visto le magie create dal Mastro, ha solo un piano nella testa: far conoscere a tutti gli abitanti del suo paese il lavoro del Mastro e convincerli che, riciclando, il paese sarà più pulito e sempre più bello.
Riuscirà Ludovica a piantare un piccolo seme nel cuore di tutti?
Lo spettacolo si pone l'obiettivo di portare i bambini a riflettere sulle conseguenze che l'inquinamento e i rifiuti hanno sull'ambiente che li circonda, ma  soprattutto vuole mostrare loro un'alternativa possibile e concreta nel riciclo creativo.

 

Medioevo VIP

Tipologia: Spettacolo per piazze, luoghi storici ed eventi
Con: Bruna Serina de Almeida, Elena Martelli, Michela Marongiu e Martino Iacchetti

medioevo vip

Inoltrandoci nella storia di questo territorio per mettere in scena le vicende di note famiglie che un tempo dominavano l’Oltrepò, come i Malaspina, i Visconti, gli Sforza, o di personaggi come Federico Barbarossa, ci è sembrato che, più che uno spettacolo, avremmo dovuto girare una soap-opera. Storie che non finiscono mai, con gialli, segreti, vendette, amicizie e con colpi di scena da copertina.
Naturalmente qui si è trattato di vere vendette di morte, di conquiste feudali, lotte di potere; qui gli autori sono stati il tempo e la natura dominatrice e ambiziosa dell’uomo; qui parliamo di un periodo storico nel quale sono nati i comuni fondati su una nuova economia di commercio e nel quale poesia e musica hanno iniziato ad accaparrarsi un piccolo spazio. È la storia medioevale di Varzi, della Val Staffora e di altri luoghi dell’Oltrepò. Una storia più densa e sorprendente di qualsiasi telenovela. Ma in fondo, da dove prendono ispirazione gli sceneggiatori, se non dalla vita reale? Le dinamiche tra uomini sono eterne e non finiremo mai di assistervi, che sia in televisione, in teatro o dal buco della serratura.
Trattate con ironia, queste pagine del nostro passato, verranno rappresentate dalla Compagnia Teatrale Oltreunpo’ con uno spettacolo divertente e al tempo stesso necessario. Perché molti non conoscono noti episodi della storia oltrepadana, o non ricordano quanto affascinante sia l’origine dei nostri luoghi e della nostra tradizione.

 

La Sagra di Brugaglia

Tipologia: Spettacolo per piazze ed eventi
Regia: Marco Oliva
Con: Marco Oliva, Marco Matera, Michela Marongiu e Manola Vignato

Brugaglia

Il tema della festa di paese è qui trattato con affetto e ironia, nella rappresentazione, in scena, di uno scalcagnato gruppo della Pro Loco di un immaginario paesino dell’Oltrepo (Brugaglia), alle prese con l’organizzazione della locale festa annuale, ormai in totale declino per la scarsa partecipazione di pubblico nelle edizioni precedenti. Lo spettacolo ci narra vari momenti, dalla riunione dei pochi membri rimasti a sostenere attivamente la Pro Loco, sino all’esplodere della festa vera e propria, in un ritmo rocambolesco, non alieno né da momenti trash stile “Rocky horror picture show”, né da immagini poeticissime e felliniane che vedranno sempre coinvolti gli stessi personaggi, travestiti anche da artisti della serata.
Ben sappiamo che, in una realtà minuta e frammentaria come quella oltrepadana, la festa di paese diviene uno dei pochi momenti di incontro e di confronto trasversale tra le diverse fasce d’età e i differenti ceti sociali, così come la stessa Pro Loco può diventare per molti l’unica realtà conviviale, in cui riversare tutte le proprie aspettative e aspirazioni. Così, nonostante l’esilarante recalcitranza collaborativa dei nostri personaggi, scopriremo pian piano come ognuno di loro, in realtà, ami profondamente la Pro Loco e le sue bellicose riunioni, perché in questo contesto ha la possibilità di esprimere se stesso, nonché l’amore/insofferenza per la propria terra.
Un tema che riguarda tutti noi, in una zona priva di altre importanti iniziative di aggregazione.
La sagra è qui specchio dei sogni personali dei Nostri (ognuno vuol fare la festa a modo suo, secondo i propri gusti); ma “Sagra”, come già “Oltre e un po’”, si pone come obiettivo ultimo quello di vivere e valorizzare il territorio e le persone che lo abitano. Si parla spesso di questa nostra terra come bisognosa di un  rilancio non soltanto economico, ma ci si dimentica che, storicamente, ogni fenomeno sociale è mosso dalla popolazione e dai suoi bisogni e che l’intera comunità deve parteciparvi direttamente.

Un tema che riguarda tutti noi, in una zona priva di altre importanti iniziative di aggregazione.
La sagra è qui specchio dei sogni personali dei Nostri (ognuno vuol fare la festa a modo suo, secondo i propri gusti); ma “Sagra”, come già “Oltre e un po’”, si pone come obiettivo ultimo quello di vivere e valorizzare il territorio e le persone che lo abitano. Si parla spesso di questa nostra terra come bisognosa di un  rilancio non soltanto economico, ma ci si dimentica che, storicamente, ogni fenomeno sociale è mosso dalla popolazione e dai suoi bisogni e che l’intera comunità deve parteciparvi direttamente.